Domani c’è il Cagliari ma l’ex ct si sofferma sui progressi della sua squadra e su cosa manca per migliorare, elogio speciale per Locatelli
E’ tornato a usare lo “spallettese”: conferenza fiume per l’allenatore della Juventus che risponde a ogni domanda con lunghi arzigogolii, neologismi e paradossi alla vigilia della gara di Cagliari. Il tecnico bianconero parla molto dei singoli, da Bremer a Locatelli, rivela di aver visto due volte Como-Milan sostenendo di aver imparato da entrambe e ribadisce cosa occorre sul mercato.
I limiti di Bremer e Adzic
Dopo aver escluso cali di concentrazione (“nel mirino c’è solo la partita contro il Cagliari. Questa per noi è la partita di Champions”) si sofferma su Bremer: “Sono molto contento di come è tornato e di come sta migliorando, ha fatto una pulizia totale nella testa, viaggia sempre un po’ con il dosatore, se quello che ha davanti ha forza tre lui mette 5, se ha forza 10 mette 10 e lode, bisognerebbe che non lo facesse più, si fa sempre allo stesso modo contro qualsiasi comportamento. Resta però fortissimo, deve migliorare palla al piede perché sa tagliare in due la squadra avversaria”.
Bastone e carota anche per Adzic: “Ha capacità straordinarie di quelle che hanno i calciatori top e mi piacerebbe che riuscisse a prendere quelle due-tre conoscenze, che facesse ordine nella testa di quello che deve lasciare e quello in cui deve invece andare a imporsi. Ha un motore incredibile, tira bastonate incredibili poi ogni tanto si perde per andare a trovare la giocata sensazionale che non ha nessuno ma per me non si tocca , mi aspetto grandi cose da lui perché c’è la possibilità di trovare un tesoro nascosto”.
Giochista o risultatista? L’idea di Spalletti
Como-Milan ha rimesso sul piatto la questione tra giochisti e risultatisti: “Non solo l’ho vista, l’ho anche rivista per imparare da entrambe. Non credo che i giochisti amino solo lo spettacolo e non il risultato, certo a giocare in un certo modo contro squadre forti che si difendono basso e possono ribaltare il campo il rischio c’è. Si può vincere in più modi, si deve essere aperti a tutte e due le ideologie”.
Locatelli capitano perfetto
Arriva un elogio anche per Locatelli: “Chi lo dice che non è adatto per fare il capitano della Juve? Secondo me ci sono dei dati che parlano per Locatelli, dopo Modric è uno a cui riescono più passaggi chiave, volendo noi andare a proporre un gioco non c’è uno più forte di lui per quello che vogliamo fare, lo vedo in crescita continua, col radar sempre acceso, è un buon capitano per me“. Davanti si è sbloccato qualcosa con la crescita di Openda e David: “David è cresciuto assieme alla crescita della squadra si relaziona un po’ meglio rispetto alla squadra attuale, Openda ha altre caratteristiche. La squadra ha bisogno di questo David e viceversa”.
Cosa manca sul mercato
Capitolo mercato, Spalletti aveva sempre ribadito che c’erano lacune: “Gennaio è fatto apposto per trovare giocatori con caratteristiche differenti rispetto a quelli che hai, è da quando sono arrivato che siamo sul mercato. Già vi ho detto che ci sono un paio di cose che ci potrebbero mancare. Io Yilidz voglio tutelarlo, senza mettergli pressioni quindi nel suo ruolo può servirci un sostituto, poi vedo Kostic motivatissimo, Cabal che ha fatto vedere la sua corsa, forte di testa e in progressione e quando uno è al top puoi metterlo da qualsiasi parte. Ci penserà poi il nostro ds che è persona competente e seria”


