
Jeda, ex Palermo, oggi alla Zeta Milano, si racconta a Virgilio Sport, con sguardo e spunti anche sul presente campionato di Serie B
Vicenza, Palermo – nella storica promozione dopo trentun anni sotto la guida della presidenza Zamparini – Piacenza, Catania, Crotone e Rimini, il passaggio pluriennale di Jeda nella cadetteria rappresenta uno dei momenti migliori della sua carriera professionistica. Oggi, il 47enne brasiliano, che sente ancora viva e pulsante la passione per il calcio giocato, milita nel campionato di Seconda Categoria lombarda con la casacca della Zeta Milano e non ha intenzione di appendere le scarpette al chiodo.
La Serie B, come anticipato, rappresenta un punto chiave e di svolta della lunga e girovaga avventura calcistica del trequartista ex Cagliari e Lecce, in cui ha collezionato 230 presenze e messo a segno ben 64 reti, contribuendo attivamente alla vittoria del campionato dei rosanero del 2003/2004 e alla straordinaria stagione riminese dell’insolita B del 2006/2007 (la medesima in cui figuravano anche Juventus, Napoli e Genoa). Proprio in Romagna il suo anno e mezzo migliore a livello numerico: con 28 reti in 63 apparizioni ha raggiunto il miglior numero di realizzazioni con un club di tutta la sua lunga carriera. In questa intervista ci ha raccontato le sue esperienze tra i cadetti e ci ha detto la sua sul campionato in corso, non tralasciando le fasi Potenza e Serie C.
Jeda: “A Crotone con Gasperini l’anno della mia svolta”
Lei ha vissuto una delle pagine più memorabili della storia del Palermo, ovvero il ritorno in Serie A dopo trentun anni, nella stagione 2003/2004, che ricordo ha di quella esperienza e se ci sono analogie tra quella squadra e l’attuale, in piena corsa per la promozione.
“Quella squadra era il top, soprattutto per la presenza di un grandissimo presidente: il compianto Maurizio Zamparini. Nel suo essere vulcanico, e lo abbiamo visto dalla gestione degli allenatori – spesso optava per gli esoneri dopo breve tempo se qualcosa non gli stava bene – era capace di darti davvero tutto. Chiaramente, questo modo di fare, sia a Palermo che a Venezia, ha portato le sue squadre al successo. Devo essere sincero, all’inizio non mi sarei minimamente aspettato tutto quell’amore e quell’entusiasmo, che per me è superiore anche a quello visto in A in altre piazze. Oggi, diversamente, al Palermo, rispetto a quell’annata, mancano giocatori di carisma e personalità. Quella squadra era piena di gente di un certo livello, che poi in Serie A ha dimostrato di essere in grado di fare benissimo: ci ricordiamo di Fabio Grosso e Luca Toni, poi campioni del Mondo, di Biava, dei gemelli Filippini, di Zauli, di Gasbarroni, di Eugenio Corini, un grande leader, e di tanti altri giocatori forti. Era un Palermo fatto di esperienza e qualità, seguito un entusiasmo incredibile, artefice un campionato dominato, seppur complicatissimo.
Ho un bel ricordo di quell’avventura, ma soprattutto del giorno dell’aritmetica certezza della promozione, con le lacrime di Zamparini, uno che credo abbia pianto poche volte nella sua vita, e della grande festa allo stadio. Seguendo i rosanero attuali, a prescindere dal discorso allenatore, penso che serva una rosa adatta a questa Serie B – nonostante sia ottima dal punto di vista tecnico – che, come ben sappiamo, è davvero complessa, lunga ed estenuante. Serve continuità, è un campionato molto fragile, in un cui oggi sei primo e domani, con un passo falso, non lo sei più. Credo che necessitino di continuità per dimostrare di avere forza e personalità, due elementi fondamentali, senza i quali è difficile competere”.
Nella sua carriera in cadetteria è stato allenato da Gian Piero Gasperini nella sua seconda esperienza a Crotone, che ricordo ha di quell’annata?
“Ho un ricordo molto bello: penso che sia stata la stagione che mi abbia permesso di consacrarmi definitivamente, soprattutto perché arrivata dopo un periodo complicato fatto di una serie di passaggi, prima a Piacenza a Catania, che non mi avevano garantito la giusta serenità. Accettai subito la chiamata del Crotone. Per me era diventato un snodo cruciale in cui se non avessi dimostrato di essere giocatore da Serie A e B mi sarei dovuto accontentare. Di fatto fui fortunato a pescare un ambiente molto positivo. Fu un campionato divertente e sono felice di aver avuto come allenatore un grande maestro come Gian Piero Gasperini. Penso che una delle migliori stagioni tra i cadetti, non dico la migliore perché a Palermo ho vissuto la promozione e qualcosa di straordinario: l’annata della svolta della mia carriera”.
Ha parlato di Rimini, tappa importante della sua carriera, dove ha vissuto una cadetteria del tutto particolare, poi dominata da Juventus, Napoli e Genoa. Cosa ricorda di questa esperienza?
“Di Rimini ho ricordo stupendo. Iniziammo in casa contro la Juventus, in quella che era una Serie B davvero atipica. Affrontammo l’annata da grande squadra contro avversari forti. Anche in questo caso, come per Palermo, il pensiero va al presidente Vincenzo Bellavista, il vero protagonista di quegli anni. Purtroppo, con la sua scomparsa, nel 2007, si spense tutto, ma posso assicurarvi che sognava in grande: il suo obiettivo reale era quello di conquistare la Serie A. A prescindere da tutto, resta il più grande presidente che quella società abbia mai avuto. Durante la mia carriera ho sempre avuto dei grandi presidenti, ma, sfortunatamente, non ho mai trovato la giusta continuità”.
C’è un gol, tra quelli che lei, ha realizzato in Serie B che ricorda con più affetto?
“Ce ne sono tanti, ma ricordo un bel gol in Rimini-Albinoleffe, arrivato dopo un rigore sbagliato. Driblai due o tre avversari e tirai una legnata sotto la traversa. Devo dire che quella fu una bella rete, oltre che di rabbia, anche di buona fattura”.
“Monza favorito. Vedo male Pescara e Mantova. Brunori risorsa per la Samp”
Tra le contendenti alla promozione ce n’è una che, ad oggi, vede come favorita?
“La Serie B, come anticipato, è un campionato complicato, in cui è difficile sbilanciarsi. Per il livello della rosa, ti direi che il Monza è un leggermente avanti rispetto alle altre. Tuttavia, c’è anche il Frosinone, che ha fatto una prima di stagione parte strepitosa. Ribadisco, per me sono tutte lì”.
Per quanto riguarda la lotta salvezza in Serie B, chi vede come possibile retrocessa?
“Come nel caso della promozione, è difficile parlare ora. In questo momento vedo male Pescara e Mantova. La Sampdoria sta crescendo e risalirà perché ha un buon organico. Il Bari ha tanti limiti. La classifica, ad oggi, rispecchia i valori che stiamo vedendo sul campo. Se il campionato si concludesse così sarebbe giusto. Anche il Südtirol, come i blucerchiati, sta migliorando. Penso che alla lunga i valori verranno fuori”.
C’è qualche giocatore che l’ha sorpresa durante questa prima parte di campionato?
“Cerco sempre di guardare la squadra e non il singolo. Se proprio dire qualcosa in merito, penso che la vera sorpresa di questo sia l’Avellino che sta facendo una grande stagione, soprattutto dato lo status di neopromossa. A me, personalmente, piacciono i soliti come Coda, un giocatore che in questa categoria, nonostante l’età, fa ancora la differenza, e Pohjanpalo del Palermo. Anche Brunori, nonostante al momento non sia riuscito ad incidere a dovere. Tuttavia, può essere una risorsa per la Sampdoria, proprio andando in coppia con Coda. Penso che potrebbe fare benissimo ed essere una risorsa per la squadra”.
Jeda: “Il contratto nel bar a Potenza? Storia inventata”
C’è una storia particolare, legata ad un altro club, questa volta di Serie C, il Potenza: è vero che ha firmato il contratto in un B e come è andato il suo passaggio in Basilicata?
“Non è andata proprio così. Il contratto era stato già firmato precedentemente, era tutto fatto da prima. Sono storie che circolano da anni, delle narrazioni giornalistiche. A Potenza ho trovato un certo entusiasmo, ma la società e la dirigenza erano di tutt’altra natura. Difatti, non appena queste sono cambiate le cose rispetto al mio anno, la squadra è salita di categoria. Avere una buona struttura societaria fa la differenza. Purtroppo, in quel caso, era assente”.
Ad oggi il Potenza si gioca una fetta importante di storia in Coppa Italia Serie C ed è in zona play-off. Guardando la Serie C, ha qualche favorita per la promozione?
“Sto seguendo il Vicenza: devo dire che sta disputando un campionato stupendo e sta dominando in solitaria; mi auguro possa, finalmente, risalire nella categoria di appartenenza reale. Il Girone C è fatto di diverse piazze importanti, come ad esempio il Catania e tante altre. È un’annata assolutamente equilibrata. Mi aspettavo qualcosa dal Crotone, dal Potenza, dopo il campionato della passata stagione. Devo dire che è molto difficile parlare di favorite ad oggi, bisognerà attendere senza dubbio il girone di ritorno”.

