Il club di Istanbul è pronto a fare follie e guarda con interesse il nostro campionato. Da Fofana a Koopmeiners, passando per Frattesi e Lookman
Il Galatasaray ha deciso di fare sul serio e bussa prepotentemente alle porte della Serie A. Altro che mercato di riparazione: il club di Istanbul sta vivendo un gennaio da protagonista assoluto, con un’offensiva senza precedenti rivolta soprattutto al nostro campionato italiano, diventato terreno di caccia privilegiato per rinforzare una rosa già competitiva ma bisognosa di un salto di qualità europeo. I nomi sul tavolo sono pesanti, ambiziosi, quasi provocatori: Fofana, Lookman, Frattesi, Koopmeiners e Davis. Una lista che racconta più di mille parole l’idea del Gala: alzare il livello, subito.
Fofana, il sogno (proibito) per il centrocampo
Il nome in cima alla lista è quello di Youssouf Fofana, perno del centrocampo del Milan di Massimiliano Allegri e profilo ritenuto ideale per dare muscoli, qualità e leadership alla mediana giallorossa. Il Galatasaray ha sondato il terreno con decisione, arrivando a presentare una proposta economica molto importante al giocatore, con cifre fuori scala rispetto agli standard turchi (20 milioni ai rossoneri e 6 milioni netti al francese a stagione). L’idea è chiara: convincere prima Fofana, poi provare a forzare la mano con il club rossonero. Ma la strada è in salita: il Milan fa muro, infatti, considera il francese centrale nel progetto tecnico e non ha alcuna intenzione di privarsene a stagione in corso. Anche il giocatore, almeno per ora, non appare convinto dall’ipotesi di un trasferimento immediato in Turchia, preferendo restare protagonista in Serie A e in Europa. Il Galatasaray, però, non molla: l’interesse è reale e il pressing continua, nella speranza che il tempo e le cifre possano cambiare gli equilibri.
Lookman, l’affondo sull’attacco
Se Fofana rappresenta il sogno a centrocampo, Ademola Lookman è il grande obiettivo offensivo. Il Galatasaray considera il nigeriano (sconfitto ieri in semifinale di coppa d’Africa dal Marocco) il profilo ideale per alzare il tasso di imprevedibilità e velocità del reparto avanzato. Contatti avviati, interesse concreto, disponibilità a garantire un ingaggio superiore a quello attuale: il club turco fa sul serio. L’Atalanta, dal canto suo, dopo aver finalizzato l’acquisto di Giacomo Raspadori dall’Atletico Madrid, continua a non aprire facilmente alla cessione, o almeno si aspetta una proposta da almeno 40 milioni per l’ex Leicester. Il possibile riassetto offensivo dei bergamaschi e alcune dinamiche di mercato potrebbero rendere Lookman uno dei nomi più caldi delle ultime settimane di trattative. Il Galatasaray osserva e resta pronto a colpire, consapevole che si tratta di un’operazione complessa ma non impossibile.
Frattesi, Koopmeiners e Davis: piste parallele
Non solo Fofana e Lookman. Il Galatasaray ha messo nel mirino anche Davide Frattesi, profilo che piace per dinamismo e inserimenti, ma la pista appare più fredda: l’Inter non sembra intenzionata ad abbassare la richiesta da 35 milioni, con la valutazione che resta elevata per un giocatore che in questa stagione ha trovato pochissimo spazio. Situazione simile per Teun Koopmeiners, nome di grande fascino ma difficile da strappare alla Juventus, soprattutto in inverno che non ha intenzione di realizzare una minusvalenze dopo i 60 milioni spesi due estati fa. Più accessibile, almeno sulla carta, la pista che porta a Keinan Davis, attaccante dell’Udinese: un profilo diverso, più fisico, pensato come rinforzo di profondità per completare il reparto offensivo.
Un messaggio al mercato europeo
Quello del Galatasaray non è solo un mercato aggressivo, ma un messaggio chiaro al calcio europeo: il club turco vuole tornare stabilmente protagonista, investendo su giocatori pronti e abituati a palcoscenici importanti. Le “follie” di gennaio fanno rumore, scuotono l’Italia e alzano l’attenzione su Istanbul. Resta da capire quanti di questi sogni diventeranno realtà, ma una cosa è certa: il Galatasaray ha acceso il mercato, e i “pezzi pregiati” della nostra Serie A, restano i simboli di un gennaio destinato a far parlare fino all’ultimo giorno.

