il retroscena sul no della Lega, la reazione di Gattuso e l’impatto sulle convocazioni

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Gattuso ha detto no alle proposte arrivate per permettere un raduno della nazionale: la Lega non ha voluto rinunciare ai posticipi del lunedì. Difficile vedere ai playoff i giovani Palestra e Bartesaghi, speranze ridotte anche per Zaniolo e Fagioli

La nazionale di Rino Gattuso dovrà trovare al suo interno le risorse per riuscire a conquistare la qualificazione ai Mondiali 2026. Il messaggio sembra essere arrivato forte e chiaro al commissario tecnico dell’Italia e ai suoi collaboratori, la serie A non ha potuto e voluto concedere spazio all’azzurro per colpa di un calendario fitto e per logiche economiche che sembrano prevalere rispetto a quelle dell’azzurro.

Italia, niente raduno: l’annuncio della Lega

La possibilità di un raduno della nazionale è circolata da tempo e con inesistenza subito dopo la fine del girone di qualificazione ai Mondiali. Ma era chiaro sin da subito che riuscire a incastrare un po’ di tempo da concedere a Rino Gattuso era impresa molto ardua. Il no definitivo alla possibilità di uno stage è arrivato solo nei giorni scorsi e nella giornata di ieri c’è stata anche l’ufficialità quando la Lega ha comunicato anticipi e posticipi del mese di febbraio e il calendario dei quarti di finale della Coppa Italia. Non c’è spazio per l’azzurro in un calendario fittissimo di impegni, nessuno ha voluto fare un passo indietro e ora è tutto nelle mani di Ringhio.

Il retroscena sul no della Lega

A rendere impossibile la chance di ritagliare uno spazio per la nazionale di Gattuso non è stato il sempre complicato calendario della Coppa Italia (anche i quarti saranno spalmati nel corso di più settimane) quanto il fatto che la Lega non ha voluto rinunciare ai posticipi del lunedì. Un tira e molla tra la serie A e la Figc che alla fine ha stancato proprio il commissario tecnico che secondo quanto riportato dai media ne avrebbe avuto abbastanza: “Se le condizioni sono queste meglio rinunciare”, avrebbe dichiarato mettendo fine a una querelle che sembrava non portare da nessuna parte. I posticipi del massimo campionato sembrano essere diventati il problema principale, nelle prime due settimane di febbraio saranno quattro e uno si giocherà anche di martedì. L’ipotesi di eliminarli completamente non è mai stata presa neanche in considerazione per via delle necessità delle emittenti che trasmettono la serie A.

L’impatto sulle convocazioni

E’ indubbio che la scelta di non disputare neanche un raduno prima dell’appuntamento playoff contro l’Irlanda del Nord in programma il 26 marzo a Bergamo avrà un effetto anche sulle scelte per le convocazioni. Il raduno poteva rappresentare per il ct l’occasione di vedere da vicino e di conoscere meglio alcuni dei giocatori giovani emergenti nel corso della stagione come Palestra che sta facendo benissimo a Cagliari o Bartesaghi che si è ritagliato uno spazio importante nel Milan di Allegri, due esterni che potrebbero far comodo a Gattuso visto che si tratta di un ruolo in cui è sempre faticoso trovare delle alternative di livello. E potrebbe non esserci tempo e spazio anche per riallacciare un rapporto con Nicolò Zaniolo. Il fantasista sembra rinato all’Udinese e nonostante l’infortunio che lo terrà fermo, il suo talento poteva far comodo. Discorso simile a quello che riguarda Fagioli che da poco ha ripreso a giocare con continuità con la maglia della Fiorentina.

Gattuso opererà a distanza, nei giorni scorsi è andato a vedere da vicino Retegui in Arabia Saudita e stando a quanto riportato manterrà i contatti con i suoi giocatori attraverso una chat di gruppo e delle cene che organizzerà nel corso delle prossime settimane.

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