Ospite dello show itinerante di viva el Futbol nella tappa di Catania, l’ex attaccante ha un ricordo particolare dell’attuale tecnico del Marsiglia
Non solo twitch e youtube. Una volta al mese lo show di Viva el Futbol si trasferisce in teatro nelle varie città italiane e questa settimana ha fatto tappa a Catania dove, ospite del trio Adani-Cassano-Ventola, è intervenuto Peppe Mascara, ex bomber di Avellino, Palermo, Catania, Napoli ed anche altri club (tra cui l’Al Nasr quando il calcio non era ancora di moda in Arabia). Mascara, che oggi fa l’allenatore, ha raccontato diversi aneddoti interessanti.
Il ricordo di De Zerbi
Dopo aver garantito di non avere rimpianti in carriera (“il mio l’ho fatto e in tanti mi vogliono ancora bene”) Mascara risponde a una domanda su De Zerbi, che ebbe come compagno di squadra, e spiazza tutti: “De Zerbi è uno psicopatico, veniva dalla primavera del Milan, io l’ho avuto come compagno ad Avellino e al Catania, era malato del cantante Gianni Celeste, non scherzo, pretendeva che venisse agli allenamenti a portare un cd nuovo ad ogni suo gol, non ti saresti aspettato che sarebbe diventato allenatore di questo livello”.
Cassano torna ad attaccare Allegri
Non poteva mancare la consueta frecciata di Cassano al Milan di Allegri: “Vedo il Milan giocare ed è una noia.. se vedi uno come Gasp che attacca in 7 o in 8, avrà vinto solo un’Europa League ma è bello da vedere, se giochi con Fiorentina e Genoa, non posso pensare che tu Milan ti metti dietro la linea della palla, senza pensare ad attaccare, senza fare pressing organizzato, a cosa devo pensare? E’ una rottura di scatole...è una noia, in Europa hanno coraggio”.
Dopo aver sottolineato che l’ex play del Catania Ciccio Lodi “è 10 volte meglio di Jashari, costato 30 milioni di euro”, Fantantonio rivela un altro aneddoto: “Io sono tifoso interista, quando ero al Milan una volta trattai male Galliani e una settimana dopo mi mandarono all’Inter, io dissi: il Milan sta in cielo e l’Inter più su del cielo ma se veniva un’altra squadra ad offrirmi del grano stava ancora più su…”.


