Bomber e ora anche scrittore. Benjamin Mokulu ha deciso che a trentasei anni era arrivato il momento di fare un bilancio sulla sua carriera. Ancora in corso, con l’Heraclea di Candela, club neo-promosso in Serie D, ma così piena di parentesi e vicende da fargli sentire l’impulso che valesse la pena di essere raccontata.
Mokulu a Virgilio Sport: “Innamorato dell’Italia, ho sognato la Serie A”
A Virgilio Sport spiega: “E penso che servirebbe ancora un altro volume trenta per cento un altro libro. Sono arrivato in Italia per caso, con l’Avellino, mi sono affezionato a questo Paese e ho iniziato a sognare la Serie A. Ho subito scoperto un mondo diverso. In Belgio giochi la partita e tutto finisce lì. Qui la gente vive per il calcio, è attaccata alla maglia, è attenta a tutto quello che fai anche fuori dal campo. Mi sono adattato a questo tipo di pressione ed è cominciata a piacermi tantissimo”.
Benjamin Mokulu Avellino (LPS)
“Mai Arrendersi. La mia vita da atleta”, Mokulu racconta la squalifica per doping
In “Mai Arrendersi. La mia vita da atleta”, Mokulu parla a cuore aperto. Affrontando con franchezza la sua squalifica di un anno per doping: “Un colpo durissimo, forse uno dei momenti più bui della mia vita, perché non riguardava solo il calcio ma tutto ciò che il calcio porta con sé, la reputazione, la fiducia della gente, la percezione esterna, il rischio di non rialzarsi, di essere etichettato, giudicato, dimenticato”.
“Decisi che non sarebbe stata la mia fine, che avrei ricominciato comunque, ovunque, come e quanto serviva, e per questo ripartii dal Lussemburgo, in un campionato semi-professionistico, non per nascondermi ma per ritrovare me stesso, il piacere di giocare, la libertà del campo, il sorriso, e infatti segnai sei gol in undici partite, metà stagione, perché avevo firmato a gennaio, ma soprattutto tornai a sentirmi vivo, riconoscibile, presente, integro”, scrive l’attaccante belga nel suo libro.
Benjamin Mokulu Cremonese (LPS)
Mokulu dal Belgio all’Avellino: “Mi dissero che la seconda lingua era il francese…”
Il passato è, però, denso di tantissimi ricordi più lieti: “Come quel 12 settembre 2015. Avellino-Modena 2-0, il mio primo gol in Serie B sotto gli occhi di Crespo sulla panchina avversaria. Non ero riuscito a segnare nei primi sei mesi, fu una liberazione. Quando ho firmato per l’Avellino chiesi subito se avrei avuto problemi con la lingua. Per rassicurarmi mi dissero che la seconda lingua era francese, ma che tutti parlavano bene anche l’inglese. Fu un dramma (ride). Altro che francese e inglese, c’era il dialetto avellinese. Capii che dovevo rimboccarmi le maniche. Dopo tre mesi iniziare a capire qualcosa. Dopo sei mesi mi ero già adattato. Sono felice per la vittoria contro la Sampdoria, me l’aspettavo“.
Mokulu Avellino (LPS)
Mokulu su Ronaldo: “Impressionante vederlo lavorare in palestra”
Dall’Avellino al Frosinone. Dal Frosinone alla Cremonese. Un grave infortunio. La ripartenza dal Carpi e la chiamata della Juve Under 23 prima del Padova e del Ravenna. In bianconero Mokulu ha avuto la possibilità di allenarsi con un certo Cristiano Ronaldo: “Il direttore Fusco disse che mi aveva visto giocare nell’Avellino, che aveva capito che avevo fame e che voleva portarmi nell’attuale Next Gen per essere d’esempio ai ragazzi più giovani. Mi convinse e mi ritrovai catapultato nel mondo Juve. A stretto contatto con la prima squadra”.
Indimenticabili gli incontri con CR7: “Vi assicuro dalla tv non si può avere minimamente la percezione del tipo di cura del fisico che ha. Vederlo lavorare in palestra è impressionante. La sua forza nel tiro è impressionante, in allenamento era allucinante il fatto che prendesse sempre la porta. Da qualsiasi posizione”.
Benjamin Mokulu Carpi (LPS)
Mokulu sulle seconde squadre: “Un grande vantaggio per i giovani”
Eppure le seconde squadre fanno discutere: “Ci sono pro e contro. Per i giocatori sono un reale vantaggio, ma tolgono posto alle realtà piccole e di provincia che hanno il loro diritto di sognare. Dal punto di vista dei calciatori è un’ottima idea per aiutare i giovani a crescere più velocemente, per arrivare prima al professionismo. In Serie C si cresce molto più velocemente che in un campionato Primavera“.
Benjamin Mokulu (LPS)
Mokulu, il rapporto con Tesser e il futuro nel calcio
Sempre grandissima la stima per Attilio Tesser: “Mi ha lanciato, ha creduto in me. Sono in questo mondo da quando avevo diciotto anni, non mi immagino fuori dal calcio. Resterò nel calcio, non so se per fare allenatore, il procuratore o il direttore sportivo. Mi piacerebbe tornare in un’altra veste in una delle grandi piazze in cui ho giocato”.

