“Presuntuosi. Perchè lascio Telelombardia e cosa farò”

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Le parole del direttore dello sport del gruppo Mediapason, che include anche Telelombardia e Top Calcio 24, Fabio Ravezzani: uno sguardo al campionato e uno al futuro professionale

Chiediamo subito a Fabio Ravezzani un giudizio sulla Juventus. Il pareggio contro il Lecce per 1-1 ha fatto storcere il naso ai tifosi bianconeri. Un’occasione persa, alla luce anche della successiva sconfitta della Roma di Gasperini sul campo dell’Atalanta di Palladino, per mettere un po’ di punti di distanza dalle altre contendenti per il quarto posto, l’ultimo utile per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

Sul banco degli imputati, oltre a Jonathan David, che ha sbagliato un rigore in un modo quasi tragicomico, e Andrea Cambiaso, protagonista in negativo della rete del vantaggio leccese, anche le scelte estive sul mercato dell’amministratore delegato Damien Comolli.

La Juventus non è attrezzata per gli obiettivi minimi

“Alla fine, la Juventus ha delle qualità, però non si può pensare che bastino per una stagione positiva – le parole del direttore dello sport del gruppo Mediapason, che include anche Telelombardia e Top Calcio 24, Fabio Ravezzani – Per positiva intendo arrivare in zona Champions, possibilmente agli ottavi della competizione di questa annata e giocarsi la Coppa Italia in finale. E, onestamente, non credo che la squadra sia attrezzata per raggiungere questi obiettivi minimi. La Juve ha giocato anche una buona partita, ma l’hanno fatta i vecchi. I nuovi non stanno aggiungendo nulla e su questo deve essere chiamato in causa Comolli”.

Il bilancio di Comolli è negativo

Come detto, Comolli è nel mirino della critica per scelte sul mercato estivo che si sono rivelate, almeno fino ad oggi, profondamente sbagliate.

“Il primo bilancio è ancora più negativo per il fatto che si è presentato come un genio, un innovatore, uno che vede quello che altri non riesco a vedere. È stato molto presuntuoso nel suo modo di approcciare alla Juve, nessun altro dei top manager dei grandi club ha mostrato questa spocchia. Quando ti presenti così, la gente cerca di capire se l’hai sparata grossa o meno. In questo momento, di geniale non si è visto granché”.

Locatelli e Thuram sono giocatori normali

Nel frattempo, però, impazza il calciomercato, che ha aperto i battenti lo scorso 2 gennaio. E la Juventus dovrà necessariamente muoversi per rinforzare la rosa a disposizione dell’allenatore Luciano Spalletti.

“La Juve ha una buona difesa, un centrocampo discreto, ma non eccellente. Locatelli e Thuram non fanno mai gol, sono giocatori normali. Se, poi, in attacco hai soltanto Yildiz diventa un problema. Frattesi non capisco perché lo vogliano. Mi chiederei, piuttosto, se sarebbe meglio avere un centravanti o un calciatore come quello dell’Inter. Comolli ha speso molto di più per prendere David e Openda che il Napoli per Hojlund. La strategia, dunque, si può considerare decisamente sbagliata”.

Il Milan se la gioca fino alla fine

Passaggio obbligato sul Milan di Massimiliano Allegri. Trentotto i punti conquistati dai rossoneri in diciassette partite disputate in Serie A, una squadra che non perde dal 23 agosto dello scorso anno, quando la Cremonese sbancò ‘San Siro’ alla prima giornata.

“È una sorpresa, una squadra costruita per arrivare terza o quarta con un paio di intuizioni felici – continua Ravezzani – In primis, quella di prendere un allenatore serio come Allegri e non gente come Fonseca o Conceicao. Il centrocampo è eccellente, forse il migliore: le operazioni Modric e Rabiot sono state fatte bene. Purtroppo, è stato limitato su tutto il resto, gli altri giocatori arrivati non stanno dando l’apporto sperato, vedi Estupinian e Nkunku. Senza Champions e Coppa Italia, il Milan se la può giocare fino alla fine. Anche se i valori di Napoli e Inter sono superiori”.

“Perchè lascio Telelombardia e cosa farò”

Per concludere, impossibile non tornare sulla decisione di Ravezzani di lasciare Telelombardia, e il gruppo Mediapason, dopo oltre venticinque anni. Una notizia che ha scosso l’ambiente dei media e della comunicazione, sportiva e non solo.

“Lascio, perché bisogna andare via quando uno vuole e non quando qualcun altro te lo impone. Meglio lasciare un piccolo rimpianto che stare sulle scatole a tutti (ride, ndr). Sono molto contento della mia vita professionale, ho lavorato con persone fantastiche. Poi, ho capito che a livello di proprietà ci sarebbe stato un cambiamento e non avevo voglia di mettermi in sintonia con idee diverse. Quindi, nel marzo scorso ho comunicato all’editore, a cui voglio particolarmente bene, e al socio entrante le mie dimissioni da tutte le cariche (direttore generale, delle news e dello sport, ndr). Mi faccio da parte, perché è meglio chiuderla bene quest’avventura, fino alla fine del 2026 mi occuperò solo della parte sportiva. Aspetterò luglio o agosto per decidere cosa fare dal 2027, per capire se smettere o continuare”, ha concluso Ravezzani ai nostri microfoni.

ALESSIO LENTO

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