Sono passati vent’anni dalla presentazione di FantAntonio al Real Madrid. Un affare storico, segnato da genialità e gaffes. Il retroscena con la Carrà
Vent’anni dopo, il trasferimento di Antonio Cassano al Real Madrid continua a far parlare di sé. Un’operazione affascinante e tormentata, simbolo perfetto di quella che tutti chiamano ancora “Cassanolandia”. A raccontarne i retroscena è il suo storico agente, Beppe Bozzo, che svela dettagli inediti e surreali in un’intervista al quotidiano spagnolo AS. Tra questi, il clamoroso tentativo di Raffaella Carrà di far saltare tutto.
Il sì al Real: una scelta di cuore e di prestigio
Cassano arrivò al Real Madrid nel gennaio 2006, dopo mesi di contatti e trattative. Come racconta Beppe Bozzo, l’attaccante preferì i Blancos a Inter, Juventus e Milan, rinunciando anche a qualcosa dal punto di vista economico. “Lui voleva il Real, era il club più grande del mondo. Fu una scelta chiara, quasi naturale”, spiega l’agente. L’accordo si chiuse rapidamente, anche perché la Roma non aveva trovato l’intesa per il rinnovo.
Florentino incantato dal talento (e spaventato dal carattere)
Florentino Pérez era affascinato dal genio di Cassano, pur conoscendone il temperamento esplosivo. “Gli dissi chiaramente che, se aveva dubbi, poteva anche non prenderlo. Non c’erano obblighi”, ricorda Bozzo. Ma il richiamo del talento prevalse su ogni timore. In un Real pieno di stelle, Cassano rappresentava la scommessa artistica per contrastare il Barcellona di Ronaldinho e Rijkaard. Una sorta di sfizio presidenziale, in un gruppo che poteva permettersi un rischio come il Pibe di Bari.
La Carrà, Luca Toni e il caos all’Eurobuilding
L’aneddoto più incredibile arriva però dal bar dell’hotel Eurobuilding di Madrid. “All’improvviso spunta Raffaella Carrà e si mette a gridare contro Florentino: ‘Cassano è pazzo, compri Toni!’”, racconta Bozzo divertito. Un episodio surreale che rischiò di far saltare tutto, ma che finì per accelerare la chiusura dell’affare. “La voglia di comprarlo era troppo grande”, aggiunge l’agente con ironia.
L’abrigo di pelle e una presentazione entrata nella storia
Il giorno della presentazione, Cassano ignorò ogni consiglio di sobrietà. “Non ascoltava nessuno, nemmeno Butragueño”, racconta Bozzo. La famosa pelliccia trash, i gioielli e l’aria da personaggio resero quell’evento unico. “Ha vinto lui: tra tutte le presentazioni del Real, la sua è la più ricordata”, sentenzia l’agente. Un simbolo perfetto di un talento irripetibile e impossibile da imbrigliare.
Cassanolandia, vent’anni dopo
L’avventura al Real Madrid non mantenne tutte le promesse, ma lasciò un segno indelebile. Cassano resta l’emblema del genio incompiuto, dell’artista che non ha mai voluto cambiare pelle. “Oggi è felice, e questo è ciò che conta”, conclude Bozzo. Vent’anni dopo, tra calcio, letteratura ed eccessi, Cassanolandia continua a vivere.

