Bari e il Bari sono ancora scossi dopo il messaggio d’odio indirizzato a Castrovilli e alla sua famiglia in seguito all’1-1 contro l’Avellino: le risposte del giocatore e del club
Non si placa l’amarezza del Bari e di alcuni suoi tesserati dopo gli assurdi insulti via social indirizzati alla famiglia di Gaetano Castrovilli, denunciati dalla moglie Rachele Risaliti. Al suo fianco, Francesco Vicari, che ha preso le difese del compagno di squadra. Pure il Bari si è fatto sentire.
Insulti a Castrovilli, la denuncia della moglie
In un’epoca sempre più influenzata dai social, sono sempre più frequenti i messaggi d’odio indirizzati a personaggi famosi, in particolar modo ai calciatori e alle loro famiglie, destinatari di commenti inappropriati, di assurde invettive pregne di disprezzo totalmente fuori controllo.
La città di Bari e la sua squadra di calcio sono state scosse, negli ultimi giorni, dallo scioccante messaggio inviato da un utente anonimo a Gaetano Castrovilli e alla sua famiglia. Al centrocampista barese di nascita, tornato nella sua città dopo un lungo girovagare per l’Italia, è stato inviato un commento imbarazzante, per toni e contenuti, subito dopo l’1-1 casalingo contro l’Avellino di sabato scorso.
“Che il cancro vi divori a tutti! Che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano”, questo il testo del post indirizzato al calciatore del Bari, tra l’altro uno dei migliori in campo nella partita “incriminata”. La prima a denunciare il deplorevole episodio è stata la compagna di Castrovilli, Rachele Risaliti, proclamata Miss Italia nel 2016. Una condanna all’odio via social, un accorato appello a rispondere a tono chi si rende protagonista di immotivati attacchi via social.
“Sempre più spesso si leggono commenti e/o messaggi di questo spessore, uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente. Il calcio dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono veramente amareggiata, triste e schifata da tutto questo”, ha scritto Risaliti, distrutta dall’onda d’odio che ha travolto la sua famiglia.
La reazione di Vicari, la risposta di Castrovilli
Subito dopo ha fatto seguito il post di Francesco Vicari, difensore del Bari e compagno di squadra di Castrovilli, che proprio ieri, sul suo profilo Instagram, dopo giorni di riflessione e di disgusto provato, ha espresso il suo pensiero: “Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma ricordare che nel mondo del calcio ci sono principi, valori e persone che, a ogni livello, concorrono a fare di questo sport uno spettacolo straordinario”.
Nel suo messaggio, Castrovilli ha risaltato le parole “GIOCO”, “INACCETTABILE”, “ADULTI” e “INAMMISSIBILE”, scritti volutamente in maiuscolo, per fare arrivare ancora più forte il messaggio scritto. “Parlo come uomo, come padre, marito e come figlio. In questi giorni di festa dove le città sono vestite di addobbi luminosi abbiamo dimenticato il senso profondo del Natale: pace, amore, speranza, perdono. Riflettiamo sui valori profondi della vita, spesso oscurati dalla frenesia quotidiana e dal senso di rabbia che alberga dentro di noi”.
La presa di posizione del Bari
Anche il Bari è sceso in campo in difesa del suo tesserato, sfruttando il proprio sito ufficiale per prendere posizione contro l’accaduto. La nota si discosta dai toni utilizzati nei comunicati, piuttosto è un messaggio che fa riflettere, che indica la direzione da seguire, che invita a riflettere sulle parole sputate sui social, che feriscono più di lame affilate.
“Non esiste una ragione valida, non c’è un ‘ma’ che tenga, non c’è giustificazione sportiva che possa rendere comprensibile l’augurare un cancro a un ragazzo, a sua moglie e ai suoi figli”, scrive il Bari. L’indice puntato contro il “terrorismo emotivo” proiettato da alcuni vigliacchi verso persone, uomini, donne e bambini, ingenerosamente colpiti per un semplice risultato sportivo.
“Qui si tratta della vita di tutti noi, quella sacra e intoccabile”, prosegue il club pugliese nella nota, conclusa con la solidarietà mostrata all’indirizzo di Gaetano Castrovilli, la sua compagna Rachele e al figlio del centrocampista biancorosso, estendendo il messaggio a tutti i calciatori e alle persone in generale costretti a fronteggiare l’odio sui social: “Il Bari è un patrimonio di chi lo ama e chi ama non usa un linguaggio violento”.

