
Il capo del Senato torna a bacchettare il commissario tecnico dopo il suo sfogo contro i tifosi al termine della gara vinta dagli Azzurri contro la Moldova
Ignazio La Russa torna a criticare il ct della Nazionale, Gennaro Gattuso. Dopo aver “accolto” la sua nomina a selezionatore azzurro con parole non certo benevole, nel day after la sfida con la Moldova, il presidente del Senato ha puntato nuovamente il dito contro il commissario tecnico.
Gattuso contro i tifosi
“È una vergogna la contestazione dei tifosi, mi dispiace per quello che ho sentito oggi. Non è il momento di dire ai giocatori di andare a lavorare. Occorre stare uniti, perché la squadra sta combattendo con le difficoltà e sentire 500 tifosi che contestano fuori casa non lo accetto”, aveva tuonato Gattuso ai microfoni di Rai Sport al termine della gara di qualificazione al Mondiale 2026 vinta 2-0 contro la Moldova.
La Russa non perdona
Parole forti che, come quelle sui parametri di ammissione alla Coppa del Mondo, non hanno mancato di scatenare reazioni. Tra le più accese c’è senza dubbio quella di Ignazio La Russa, che ha voluto bacchettare il ct: “Gattuso non può dire vergogna a un tifoso che fischia. Non è mia intenzione fare polemica, perché ha ragione a dire che dobbiamo unirci, però, finché non sono violenti, penso che anche i fischi possano essere uno stimolo”.
Il precedente
Un attacco che riverbera l’eco del precedente: quello espresso a stretto giro di boa dall’esonero di Spalletti e la nomina dell’ex centrocampista del Milan, campione del Mondo 2006, a commissario tecnico. In quella circostanza, la seconda carica dello Stato aveva commentato: “È stato scelto Gattuso, quindi viva Gattuso. Mi auguro faccia bene, ma penso che non sia proprio esatto definirlo un simbolo del nostro calcio, come ha detto Gravina. Buffon, che forse è dietro questa decisione, lo è, ma non Gattuso. Tanto valeva nominare Buffon. Il nostro è il calcio di Rivera, Baggio, Del Piero, Zenga, non è un calcio da Gattuso”.
La risposta migliore possibile
In quell’occasione, il neo commissario tecnico aveva glissa rispondendo di non voler polemizzare e, anzi, di volergli fare “cambiare idea sul campo, raggiungendo l’obiettivo comune a tutti di riportare l’Italia ai Mondiali”. Ora che al 99,9% la qualificazione alla Coppa del Mondo passerà ancora una volta dagli spareggi, toccherà davvero al campo spegnere la contestazione dei tifosi e azzerare le critiche. In pieno stile Ringhio, piaccia o non piaccia, le somme si tirano alla fine, per dare la giusta forma a una speranza che è di tutti, anche di chi fischia e di punta il dito…

