Rigore al 98′, Bologna piega il Genoa all’ultimo respiro – Calcio

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Orsolini abbatte il tabù Genoa. Il Bologna si rialza all’ultimo respiro, grazie a un rigore del suo numero 7, al minuto 98, dopo revisione Var. E pure dopo aver visto i fantasmi del recente passato. Perché il Genoa era ormai convinto di essersi confermato bestia nera del Bologna, unica squadra a sbancare il Dall’Ara nel 2025, lo scorso maggio, e di essere passato indenne anche questa volta, dopo aver sfiorato il colpaccio. 

A Ellertsson risponde Castro e Orsolini sbatte sulla traversa al novantesimo: ma non perdona dal dischetto a tempo abbondantemente scaduto. Italiano, in vista dell’esordio in Europa League, ribalta il Bologna, cambiando sei undicesimi della squadra sconfitta a San Siro dal Milan: “Inizia il tour de force, avrò bisogno di tutti”, aveva detto alla vigilia, e dà seguito alle parole buttando nella mischia De Silvestri, Vitik, Miranda, Moro, Bernadeschi e Dominguez. Viera punta invece sulla continuità, dando fiducia a dieci undicesimi della squadra capace di fermare il Como (1-1) nell’ultimo turno: Vitinha all’ala, con l’abbassamento di Norton Cuffy al ruolo di terzino al posto di Sabelli, è l’unica novità. Il Bologna parte forte e dopo 90 secondi passa con Castro, che di testa insacca un cross di Bernardeschi sugli sviluppi di corner: ma è in fuorigioco, con la linea difensiva genoana fredda e brava nell’alzarsi. Il Bologna fa la partita e cerca spazi soprattutto sulla fascia sinistra con il duo Miranda e Dominguez, che sfondano al 14′, ma i due si incrociano e Dominguez stende il compagno lanciato a rete.

Il Genoa propone un pressing meno asfissiante rispetto a quello visto con il Como. Morale: fatica a recuperare palla alta e a riproporsi, ma neppure si scopre e ne esce una partita bloccata. Gli ospiti si fanno comunque vedere al minuto 18′, quando su azione di corner Vasquez ha l’occasione di colpire di destro in area: debole, Skorupski c’è. E’ una partita bloccata, rotta da qualche intuizione individuale: vedi quella di Norton Cuffy, che sfonda a destra e crossa. Colombo nel corpo a corpo con Vitik riesce a fare sponda per Martin che arriva in corsa e calcia, Bernardeschi devia e Skoruspki si salva in corner. Poi il Bologna ricomincia a tessera la tela, ma non sfonda, con Heggem che di destro calcia alto di poco su cross di Bernardeschi, ma sempre da sviluppi di calcio piazzato.

All’intervallo è 0-0, e a inizio ripresa a cambiar marcia è il Genoa. Rompe e riparte, con verticalità e cattiveria: prima Ellertsson si vede parato da Skorupski il diagonale e sulla respinta, seppur in fuorigioco, Colombo si divora un’occasione clamorosa. Poi arriva il cross di Ellertsson per Vitinha, che schiaccia fuori di testa in area piccola, perso da Zortea. Infine il gol, al minuto 18: intuizione di Masini, che imbuca per Ellertsson che a tu per tu non sbaglia. Genoa avanti, Bologna al muro. Ma i cambi di Italiano svoltano inerzia e squadra. Entra Cambiaghi, che dopo un minuto salta Norton Cuffy e mette al centro e Mercandalli, altro subentrato, si fa anticipare sotto porta da Castro. Botta e risposta, è 1-1.

La partita si accende e il veleno è nella coda, con il Genoa che si chiude a protezione del punto, e il Bologna sbatte sulla traversa, con il colpo di testa Orsolini su cross di Ferguson. La vittoria in rimonta arriva all’ultimo respiro, con tocco di mano di Carboni sanzionato dopo revisione Var, con Viera che protesta e vene espulso, e il Bologna che festeggia la seconda vittoria casalinga in altrettante uscite.

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