Fabregas: “Stop Diao, ha fatto gli esami: come stanno lui, Kuhn e Addai! Paz, Baturina e Morata…”

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PAROLE DURE COL SUDTIROL – “Una cosa che non faccio mai: dopo il primo tempo ho chiesto a tutti di entrare negli spogliatoi. Non è una cosa di attitudine, ma di campo, distanza e relazione, movimenti, su cui non avevamo lavorato. Nel cooling break avevamo risolto qualcosa. Non si fanno sempre tre gol in tre minuti, ma abbiamo cambiato qualcosa per far trovare nuove soluzioni. 6 giocatori nuovi sono arrivati e devono trovare un’intesa. Dobbiamo stare attenti a non sbagliare ad inizio gara, perché entrambe le squadre vanno al 100%. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio. Non ci hanno attaccato o pressato. Ma nella prima mezz’ora bisogna fare meglio. Ripeto: i ragazzi lo sanno, l’approccio non mi è piaciuto. Dobbiamo essere 21/2 giocatori, 2 giocatori per ruolo, dentro il campo bisogna entrare per fare la differenza. Non siamo Messi, Ancelotti o prime donne. Bisogna lasciare l’ego e dare tutto. Poi si può sbagliare un passaggio, un’uscita, ma l’atteggiamento, la fame, l’aiutarsi deve essere cruciale. Se non lo si fa bene mi fa incazzare un po’”.

GABRIELLONI E AZON – “Può essere di grande aiuto, è un discorso a parte. È entrato con l’Atalanta, con la Roma, e in pochi minuti può fare la differenza. Chi entra può far vincere le partite, ma anche perdere. Azon? Certo che vorrei tenerlo, ma dobbiamo essere massimo 22, e poi ci sono le dinamiche di mercato. Io sono contento di tutti i giocatori che ho. Ho parlato anche con Yannick, Ivan, Gabrielloni. Ma il calcio è dinamico. Cambiano le cose velocemente. L’anno scorso, in Europa, forse siamo stati la squadra che ha inserito più giocatori. L’idea è quella di confrontarmi con la società e vedere il da farsi”.

INAKI PENA – “Ho parlato con tutti. Sanno che caratteristiche deve avere il portiere che vorrei. Abbiamo bisogno di un portiere questo è sicuro”.

DIAO – “Ha sentito qualcosa vicino alla zona in cui è stato operato. È tutto a posto, abbiamo fatto tutti gli esami del caso. Oggi non si è allenato. Ma dovrebbe rientrare”.

KUHN E ADDAI – “Il primo è rientrato. Dipende cosa dicono anche i dottori, per vedere come gestirli. Addai si è allenato un po’ da solo”.

AZON – “Una situazione particolare, ma ho grande stima per tutti. Ha dimostrato di far bene lui. Un ragazzo d’oro. Tutti si trovano bene con lui. Il calcio è questo. Ma io gliel’ho detto, è una garanzia, entra con fame e pressa, aiuta il compagno, lotta contro tutti e va in profondità. Ha dei buoni piedi. Può giocare a destra, a sinistra e come punta. Non è un esterno puro. Mi piacerebbe vederlo nel suo ruolo, come Nove. Si sta trovando bene anche come esterno”.

ALLI – “Per il momento si sta allenando a parte. Ma il direttore Ludi sta gestendo la situazione. Non entro nei dettagli”.

MORATA – “Titolare? Sta bene. Potrebbe giocare. Si sta allenando bene. Si è inserito bene. Piano piano aumenterà il suo minutaggio. Titolare? È una cosa che deve arrivare in maniera naturale. Douvikas però sta spingendo, si giocano il posto lui e Morata. Anche gli altri si stanno allenando bene. Ma in questo momento è così”.

CENTROCAMPO – “Ciò che avete visto in ritiro è relativo. In allenamento si varia molto, si provano nuove soluzioni. A volte tre a centrocampo si, con rotazioni. Da Cunha può fare tutto, Baturina può fare 8 e 10 come Caqueret, Sergi può fare il 6 e l’8. Sono polivalenti. Dipende dall’andamento della stagione”.

BATURINA E PAZ ASSIEME – “La partita con l’Ajax è stata la migliore che abbiamo fatto. Si è un amichevole, ma fino a un certo punto. Tutti gli allenatore, compreso Heitinga (allenatore Ajax) vuole vincere, anche le amichevoli. Noi allenatori giovani vogliamo spingere per vincere. Loro possono giocare assieme tranquillamente. Dipende dalla partita e dal momento”.

PAZ E IL MONDIALE – “Ma si, tanti giocatori fanno una scelta in base al Mondiale. Se Modric va al Milan, giocando con quei ritmi, vuole arrivare al Mondiale. La volontà di Nico Paz, che è restato perché ha bisogno di continuità e perché è contento, ma anche perché vuole andare al Mondiale. Ma la stagione è lunga. Gli ultimi mesi sono delicati. Questa cosa però dà forza ai giocatori, loro sono preparati mentalmente”.

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