Inter su Koné: l’arrivo del francese della Roma non escluderebbe Lookman

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Nerazzurri all’assalto del centrocampista per avere più equilibrio: si prepara l’offerta per i giallorossi. Ma resiste l’idea doppio colpo: non tramonta la pista Ademola

Filippo Conticello

Giornalista

Lookman sì, Lookman nì, Lookman forse, ma il mercato interista può sterzare di colpo dalla strada che porterebbe al solo nigeriano. I nerazzurri imboccano nuove vie, più o meno intrecciate a quella diretta ad Ademola, ma pure imprevedibili perché la squadra di Chivu ora è davvero materia fluida. Molto dipende dallo stallo infinito con l’Atalanta per il nigeriano e dall’opportunità piovuta dalla Capitale: le difficoltà di dialogo tra Milano e Bergamo non hanno, infatti, frenato il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio dal rivolgere l’attenzione altrove, precisamente in casa Roma, dove il centurione Manu Koné è da considerarsi in vendita.

sacrificato

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Il 24enne francese, centrocampista con doti fisiche che nessuno possiede in casa nerazzurra, può essere sacrificato: serve un gruzzoletto da reinvestire per le punte care a Gasperini. Proprio lì l’affare si è acceso, a metà strada tra i due club, e grazie al lavoro di intermediari che hanno presentato l’esigenza romanista in casa Inter. Anzi, ha preso calore velocemente e i passi avanti sono stati rapidi, come le corse del francesone senza briglie: l’ottimismo nel vedere Koné in un reparto popolato, tra gli altri, da Calha e Barella si tocca con mano. Eppure, è smentito l’invio di una offerta formale dalla sede milanese in zona Porta Nuova verso quella romana nel quartiere Eur. Dal livello della cifra investita passerà poi la possibilità del doppio colpo a effetto tra centrocampo e attacco: nonostante le difficoltà nella partita a scacchi con la Dea, l’Inter coltiva l’idea suprema e tutt’altro che semplice di aggiungere proprio Koné allo stesso Lookman.

incastro

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Di certo, al momento, è più vicino a vestirsi di nerazzurro Manu che il 28enne Ademola, e già questo è un fuoco di Ferragosto: quei 5 anni fanno tutta la differenza del mondo, almeno per la società acquirente. Nel dettaglio, a differenza di quanto farebbero con l’acquisto del più attempato Lookman, in questo caso i nerazzurri prenderebbero un gioiello “rivendibile”: viste le premesse, sarebbe più facile aggiungere qualche milioncino, qualora servisse nella trattativa. È lo sforzo che, al contrario, Marotta e Ausilio (al momento) non intendono fare con la rigida Dea. Prima di formulare alla Roma una cifra ufficiale, i dirigenti nerazzurri vogliono quindi riunirsi in privato assieme a Chivu e coinvolgere la proprietà Oaktree: la scelta è strategica e rischia di condizionare la stagione. In linea di principio, la dirigenza nerazzurra non vuole arrivare subito ai 40 milioni che farebbero “capitolare” la Roma: si potrebbe partire da una cifra decisamente inferiore, che darebbe ancora munizioni sufficienti per giocare la partita nigeriana. Senza considerare il fatto che l’Inter deve raggranellare milioni con le uscite nella prossima settimana: le cessioni, certe, di Asllani e Taremi potrebbero portare un’altra quindicina di milioni. Sarebbe ossigeno puro, ma pure materiale prezioso in questo gioco di incastri.

tattica

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Koné si incrocia con Lookman anche nella tattica, nell’ambizioso progetto di campo, perché il francese rampante è proprio ciò che servirebbe a Chivu per sostenere il salto in avanti chiesto alla squadra. Anzi, indipendentemente da un innesto sulla trequarti, l’Inter si è accorta di aver perso equilibrio nelle terre di mezzo: è sembrato chiaro già in questa fase di ritiro, e prima ancora del Mondiale americano. Il calcio del romeno, più verticale e aggressivo, porta infatti rischi in ripartenza e per questo urge un centrocampista di questo tipo: una mezzala dinamica con piede educato, che esce nello stretto, ma che fa valere i 185 centimetri di pura forza. Un profilo così, all’interno di un reparto con Mkhitaryan ormai in là con gli anni e con Calha ben lontano dalla vecchia efficienza fisica, aiuterebbe parecchio. Non a caso, i dirigenti pensavano a lui anche quando Hakan flirtava con il Galatasaray per il ritorno in patria. In più, darebbe la duttilità che serve per attuare la rivoluzione: permetterebbe di mantenere la vecchia mediana inzaghiana a tre, ma starebbe benone pure in una cerniera a due (con tre attaccanti davanti). Ovviamente, per evitare il sovraffollamento, sarà necessario trovare una soluzione in uscita per Piotr Zielinski: lo stipendio da 4,5 milioni non aiuta, ma il polacco potrebbe comunque essere accompagnato alla porta, magari verso il deserto di Riad. Davide Frattesi, vecchio pallino giallorosso con estimatori in Premier, è da considerare invece fuori dall’incastro con Koné.



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