Ecco come funziona la Lega B

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La Lega Nazionale Professionisti B dal 1 agosto 2025 ha una nuova organizzazione costituita da dieci aree e due figure apicali che affiancano il Presidente Paolo Bedin

La Serie B 2025-2026 è ufficialmente nata. Con il varo dei calendari nella preziosa cornica di Palazzo Te a Mantova, infatti, le venti sorelle della cadetteria hanno scoperto il loro viaggio. Tra poche settimane, il 22 agosto per la precisione, il pallone rotolerà per la prima volta e da allora per altre 379 volte (solo nella Regular Season) più playoff e playout.

Un viaggio che a giugno 2026 ci consegnerà i verdetti su chi andrà in Serie A e su chi, suo malgrado, dovrà scendere in Serie C.

Ma un campionato complesso, su scala nazionale e con un seguito di tifosi e appassionati immenso come la Serie BKT, ha bisogno di una macchina complessa a livello regolamentare, sportivo, economico-finanziario, commerciale ed organizzativo per funzionare al meglio.

La macchina organizzativa della Lega Nazionale Professionisti B

Intervista Gabriele Nicolella Serie B Fonte: Lega B

La presentazione del calendario della Serie B 2025-2026

Una macchina che risponde al nome di Lega Nazionale Professionisti B, per tutti Lega B. Una struttura nata nel 2010 dalla c.d. scissione della Lega Nazionale Professionisti, che diede vita appunto all’associazione che oggi organizza il Campionato di Serie B e il Primavera 2, e alla Lega Serie A, che invece organizza il Campionato di Serie A, la Coppa Italia, la Supercoppa italiana, il campionato Primavera, la Coppa Italia Primavera e la Supercoppa Primavera.

Per capire meglio come funziona questa macchina e che impatto ha sul torneo abbiamo intervista, IN ESCLUSIVA, il nuovo Segretario Generale di Lega B, l’avvocato Gabriele Nicolella. Ecco cosa ci ha raccontato.

L’intervista a Gabriele Nicolella

La Lega B di recente si è data una nuova organizzazione, dove tu hai un ruolo preminente quale Segretario Generale, come è questa nuova struttura e quali sono i motivi che hanno spinto la governance a fare queste scelte?

“La nuova struttura vede due figure apicali che si sono suddivise le aree di competenza della Lega. Un’anima dedicata agli ambiti più core, ovvero più legata all’organizzazione della competizione e allo svolgimento della stessa, sia dal punto di vista regolamentare che operativo, nonché di relazione con le istituzioni dell’ordinamento di settore, e un’anima dedicata all’ambito commerciale, marketing, audiovisivo, comunicazione e digital, con il precipuo compito di seguire la Lega dal punto di vista dello sviluppo sia commerciale che strategico, soprattutto in ambito audiovisivo.

E qui l’ingresso di Fabio Guadagnini sarà senz’altro decisivo, dato il suo background spiccato in materia con le esperienze in Sky, Fox Sport, Milan, CONI e Sport e Salute. Questa è la macro-organizzazione con al vertice il Presidente Paolo Bedin, tornato alla guida dell’associazione come massima carica dopo esserne stato il primo Direttore Generale nel 2010 con la presidenza dell’attuale Ministro dello Sport, Andrea Abodi.

Bedin è stato colui che di fatto ha creato la macchina organizzativa che oggi torna a guidare da Presidente. Dal punto di vista operativo la conosce dunque molto bene, avendo appunto contribuito in maniera determinante alla sua costituzione e alla creazione della sua struttura”.

Come sei arrivato tu a questo incarico in Lega B, qual è il tuo background professionale?

“Il mio percorso nel settore sportivo in realtà nasce sui campi di calcio in tempi ormai purtroppo remoti. Ho svolto il settore giovanile nell’Atalanta e poi ho assaporato il professionismo con qualche presenza in Serie C a Siena, concludendo molto presto la mia carriera da atleta e avviando invece quella da studente in giurisprudenza.

In ambito professionale, l’approccio col settore sportivo nasce con la specializzazione, sin dalla pratica, in Diritto dello Sport, avendo avuto modo di praticare la materia sin da subito in uno studio legale padovano, in un’epoca in cui l’attenzione per questa branca del diritto era limitata.

L’interesse è invece cresciuto molto negli anni successivi, come testimoniato dalle miriadi di percorsi formativi che oggi sono dedicati a questo settore, non solo in ambito legal, ma anche finance, commerciale, marketing, comunicazione”.

La Leap Sport Academy

Piccolo inciso, Gabriele Nicolella è tra i fondatori di Leap Sport Academy, un’agenzia di formazione che nasce con patrocini istituzionali come Lega Serie A, la stessa Lega B, Lega Pro, AIC -Associazione Italiana Calciatori, ADiSe – Associazione Italiana Direttori Sportivi, AIAC – Associazione Italiana Allenatori Calcio, Associazione Italiana Avvocati dello Sport, Havas Play, Beesness, Italia Stato di Diritto, e ovviamente come partner strategici Social Football Summit e Social Media Soccer.

“Quindi posso affermare di aver iniziato ad occuparmi di questo settore dal punto di vista giuridico in un momento storico in cui questa branca del diritto di fatto “nasceva”. C’erano pochi avvocati che si occupavano specificatamente della materia, ed ho avuto l’occasione di poter sin da subito occuparmi di una serie di questioni particolarmente interessanti. Tra queste c’è senz’altro la vicenda della nascita di Lega B, dopo che come Studio fummo incaricati di seguire la Categoria Serie B all’interno dell’allora Lega Nazionale Professionisti nella dialettica con la Categoria Serie A, vicenda dalla quale originarono le due Leghe maggiori oggi esistenti.

La nascita di una struttura particolarmente complessa come una Lega è evidentemente un evento non ricorrente, e mi ritengo dunque fortunato ad aver vissuto professionalmente una fase storica così significativa per il movimento calcistico nazionale. Lega B ha dovuto costruire la sua struttura praticamente da zero, e piano piano ha sviluppato il suo percorso autonomo creando uffici dedicati e figure qualificate, alcune delle quali rivestono oggi ruoli di primo piano in importanti compagini della Serie A, segno che la palestra della Lega ha formato professionisti di alto livello.

Essendo un’entità neonata, la richiesta di assistenza, di attività e di impegno era talmente pressante che a un certo punto ho deciso di dedicarmi interamente alla Lega B e di interrompere la collaborazione con lo studio, e da lì siamo arrivati ai giorni nostri.

Il Presidente Bedin, nell’ambito dell’attività di riorganizzazione cui cennavo prima, ha inteso onorarmi dell’incarico che oggi ricopro con particolare soddisfazione e gratitudine, nella consapevolezza che il percorso di miglioramento e crescita è ancora lungo e arduo, coerentemente con il costante incremento della complessità dei processi che caratterizza questo settore.

Va da sé che, avendo visto nascere l’associazione, la gratificazione odierna travalica l’aspetto puramente professionale e coinvolge una affezione particolare che spero di poter trasmettere ai colleghi più giovani. La gratificazione dunque, a maggior ragione, è duplice per avere assunto un ruolo così importante per volere del Presidente e delle Società”.

Quindi nessuno meglio di te può spiegare come funziona una Lega professionistica?

“C’è da dire che le Leghe nascono per organizzare le competizioni ad esse assegnate dalla Federazione. Questa è la prima funzione caratteristica, prevista dallo Statuto federale, dopodiché le Leghe svolgono tutta una serie di altre attività i vari ambiti: certamente quello collegato alla disciplina degli eventi-gara, ma anche quello economico- finanziario con il ruolo di redistribuzione delle risorse collettive nei confronti delle associate, la gestione della cosiddetta stanza di compensazione, dove avviene la liquidazione dei corrispettivi collegati al calciomercato in ambito nazionale, l’ambito commerciale e marketing, l’ambito audiovisivo, senza dimenticare la dimensione sociale e solidaristica.

La Lega, quindi, entra tantissimo nella vita delle società in n ambiti. Tutto è regolamentato e disciplinato all’interno di documenti associativi che disciplinano nel dettaglio una serie di aspetti, in particolare rivolti all’organizzazione della competizione e all’approvvigionamento economico-finanziario da parte delle società rispetto alle risorse che la Lega è in grado di attrarre e poi distribuire. Tutte queste attività sono gestite dalla struttura, secondo le scelte strategiche determinate dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo”.

Un’altra questione di cui si dibatte molto tra chi segue Virgilio Sport sono i diritti tv e i costi dei vari abbonamenti. Come agisce Lega B? Può intervenire sul costo finale o può fornire solo la commercializzazione? Che succede con LaB Channel?

“Lega B commercializza per legge nei confronti dei potenziali licenziatari il diritto di cui è contitolare unitamente alle società sportive che partecipano alla competizione, dopodichè compete al licenziatario effettivo utilizzare quel diritto che si è visto assegnato secondo le politiche, anche di prezzo dell’abbonamento, che ritiene di praticare. L’esperienza di LaB Channel è un’esperienza particolarmente interessante che nasce nella stagione passata, e che è ancora in fase di sviluppo. È evidente che la Lega non può che puntare a favorire la visibilità del proprio prodotto, che è la competizione che organizza, sia che la fruizione avvenga da remoto che in presenza allo stadio”.

A quest’ultimo proposito, è in arrivo il Commissario di Governo per gli stadi. Cosa si aspetta Lega B da questa nuova figura?

“Lega B è da sempre particolarmente sensibile al tema infrastrutturale, per cui ogni iniziativa che si ponga nel senso di garantire speditezza e chiarezza nel percorso di ammodernamento e costruzione degli impianti è benvenuta. La necessità di intervento sul patrimonio infrastrutturale italiano è un dato di fatto sotto sotto gli occhi di tutti, per cui si confida possa trattarsi del passo definitivo verso una maggiore semplificazione e accessibilità, a vantaggio di quei soggetti che intendano portare avanti progetti significativi di riqualificazione.

Evidentemente a beneficio di tutti, sia dell’utente che dello sfruttamento commerciale dell’infrastruttura, senza dimenticare le positive ricadute in termini di valorizzazione del prodotto, aspetto che ancora una volta trova la Lega particolarmente attenta: anche dal punto di vista televisivo, una infrastruttura ammodernata e funzionale conferisce una prospettiva di visibilità senz’altro gradevole e dunque apprezzata dagli stakeholders.

Tutto compone il prodotto, e quindi, sia per chi lo fruisce direttamente, sia per chi lo fruisce indirettamente tramite i mezzi di comunicazione, ed è comunque un prodotto più bello e più apprezzabile se svolto nell’ambito di una infrastruttura che ha determinate caratteristiche, senza considerare i temi della sicurezza”.

In chiusura parliamo di campo, che Serie B ti aspetti per il 2025-2026?

“Mi aspetto un campionato interessante come quello degli anni scorsi, perché tutti gli ultimi campionati sono stati particolarmente belli e interessanti, sia nella parte alta che nella parte bassa della classifica. Ci sono state delle “corazzate” che fin dall’inizio hanno portato avanti una corsa solitaria, però poi per il resto è stato sempre un campionato molto equilibrato, dove all’interno del perimetro dei play-off e dei play-out sono entrate e uscite tante compagini nel corso della competizione.

Il format è ben strutturato, equilibrato e consente di far emergere i valori durante un arco temporale lungo come la fase di regular season, sino all’epilogo attraverso la fase di post season con i correttivi rappresentati dal miglior posizionamento durante la stagione regolare.

Un campionato che rimane molto difficile, a detta non soltanto dei tifosi ma anche degli addetti ai lavori, e questa difficoltà si riflette nell’appeal e nell’incertezza che regna sovrana. Crediamo sarà così anche l’anno prossimo, a beneficio della spettacolarità dell’evento.

In questi anni ci sono stati valori tecnici significativi e quindi siamo certi che avremo uno spettacolo all’altezza delle aspettative. Le premesse ci sono tutte e non dubitiamo che il Campionato susciterà come sempre grande interesse per i tifosi e per tutti quelli che seguono la Serie B”.

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